Cos'è il FAE e perché partecipare e sostenere questo evento
Immagine dal sito del Festiva, autorizzato via mail

Il Festival Antiscpecista ed Ecologista (FAE), organizzato dal rifugio Hope con la collaborazione di Radioveg, Anima verde e altri partner, è uno dei momenti di incontro più importanti per il fronte antispecista, un momento di convivialità ma anche di discussione per attivistǝ e persone interessate alla questione animale.

Il festival ha come suo fulcro tematico l’antispecismo. Con questo termine possiamo intendere, genericamente, una posizione politica, ma anche filosofica e morale, che si oppone al dominio, allo sfruttamento degli animali non umani e, di conseguenza, a quei costrutti culturali-simbolici, definibili specisti, che rafforzano e giustificano questo dominio. Il movimento antispecista, troppo variegato per darne una descrizione esaustiva, si è opposto quindi alle varie declinazioni di questo dominio – dalla segregazione e uccisione degli animali non umani per il cibo, agli spettacoli con animali nei circhi fino alla sperimentazione animale – e ha cercato di porre modi alternativi di instaurare un’equa relazione tra noi e gli altri animali. A questa tematica si aggiungono due filoni in stretto contatto con l’antispecismo ed essenziali per una visione ampia delle lotte: l’ecologia e l’approccio intersezionale, cioè quell’approccio derivante soprattutto dalle riflessioni femministe che tematizza la pluralità e le connessioni tra le oppressioni di vario genere e pone come una delle strategie basilari di lotta la creazione di una rete di alleanze tra i vari movimenti di liberazione.

Il festival si propone quindi di parlare della condizione odierna dei non umani, ma ha come obiettivo anche quello di porre le basi per forme positive di relazioni con gli altri animali. Questo intento viene perseguito anche attraverso il luogo dove si terrà l’evento, cioè il rifugio Hope. Il rifugio – facente parte della Rete dei santuari e in Italia da anni ormai punto di riferimento dell’attivismo per gli animali non umani – è un’oasi antispecista, un luogo di accoglienza dove i non umani, spesso salvati dal macello o altre situazioni di sfruttamento, possono vivere una vita libera senza essere strumenti di profitto. Durante il FAE, quindi, si potrà vivere in un contesto in cui si sarà in costante relazione, da perseguire sempre in maniera rispettosa, con gli animali non umani.

Il festival si terrà il 27 e il 28 settembre. Le attività del FAE si svolgeranno dalla mattina del 27 fino al tardo pomeriggio del 28 e svariano da mostre fotografiche a dibattiti teorici fino a proiezioni di documentari. Nell’area stand sarà possibile consumare cibo e bevande di esercizi commerciali legati al mondo vegan; vi saranno anche postazioni di collettivi e piccole realtà artigianali accomunate sempre dal focus attorno alla questione animale.

Per chi si accosta per la prima volta a questi temi, il festival può essere un’occasione importante di immersione totale nel mondo sfaccettato dell’antispecismo, che comprende azioni di lotta ma anche giornate di comunione, attività di volontariato e atti di contestazione, momenti di scoraggiamento ma anche di gioia. Oltre che godere dell’esperienza del FAE, partecipare al festival e sostenere, anche economicamente, attività come il rifugio Hope sono un importante contributo di solidarietà per delle realtà che donano una condizione di vita degna e libera agli animali non umani, ma che per questo devono affrontare ingenti spese senza entrate e senza un reale supporto legale ed economico da parte dello stato.

Prezzi, come arrivare e regole da seguire

Per accedere al festival vi sono tre tipologie di biglietti acquistabili: se si vuole essere presenti entrambi i giorni e campeggiare nell’area dedicata del rifugio Hope, il prezzo totale è 40€; se si vuole solo partecipare alle attività del festival senza pernottare, è possibile pagare l’ingresso per un solo giorno (8€) o per entrambi (15€).

Il Rifugio Hope è situato in provincia di Viterbo, per la precisione al comune di Castel Sant’Elia a via Porciano 9. In auto bisogna percorrere un tragitto di circa mezz’ora dal comune di Roma. Con i trasporti non è possibile arrivare autonomamente al rifugio, ma sono state rese disponibile delle navette alla fermata di Cesano di Roma, stazione della tratta Roma-Viterbo (per qualsiasi dubbio, si può contattare l’organizzazione).

Come ospiti del rifugio vi sono alcuni suggerimenti per rispettare lo spirito ecologista del festival e alcune regole da seguire per portare avanti una giusta convivenza con i non umani. Si consiglia di portare le proprie stoviglie e di munirsi di borracce in modo da evitare sprechi. Non portare i propri animali non umani da compagnia, non rincorrere gli animali abitanti del rifugio (bisogna aspettare che siano loro nel caso ad avvicinarsi) e non dargli da mangiare sono alcune dei comportamenti da adottare, affinché il nostro rapporto con i non umani non sia, come invece spesso accade fuori dai confini del rifugio, a senso unico (tutte le regole sono riportate sul sito del FAE nell’apposita sezione).

di Fabrizio Ferraro

Fabrizio Ferraro
Mi sono laureato nel 2022 in filosofia con una tesi su Darwin. Da quel momento ho coltivato una passione per tutte le questioni intorno alla vita e ai viventi, soprattutto quelle legate agli animali non umani e alle nostre relazioni con loro. Grazie a Libero Pensiero cercherò di scrivere di ambiente, degli animali e dei loro diritti, con l’intento di fare la mia parte in queste sfide complicate.

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