Time of crisis Elisa Caldana e Aki Nagasaka
Fonte: https://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2021/11/18/mostre-times-of-crisis-con-residenza-dartista-a-bologna_9ea890ca-112c-4d6e-bab2-b6ad219d94da.html

Time of Crisis è la mostra delle due grandi artiste, nonché mangaka, Elisa Caldana e Aki Nagasaka ospitata a Bologna presso Villa delle Rose. Questa mostra è stata aperta al pubblico dal 20 Novembre 2021 fino al 23 Gennaio 2022, con ingresso gratuito, ed è stata concepita dalle due artiste per lo specifico contesto di Villa delle Rose, una pittoresca e antica villa situata poco al di fuori delle mura della città. Le due artiste hanno infatti pensato la mostra proprio a seguito di un soggiorno a Bologna, presso la Residenza per Artisti Sandra Natali, che ha permesso loro di confrontarsi con l’ambiente circostante per poter percepire l’essenzialità della vita bolognese. La mostra è stata impostata da Elisa Caldana e Aki Nagasaka già dal 2018, anno in cui le due mangaka si trovavano in Giappone presso la residenza Tokyo Arts and Space, sulla base di una riflessione che le due artiste si trovano a condividere in merito alla situazione di crisi (economica, politica, sanitaria, climatica), in cui il mondo si trova immerso negli ultimi anni. Il MamBo (Museo d’arte moderna di Bologna) nella sua dislocazione nella Villa ha accolto positivamente Time of Crisis con l’intento di dare voce non solo alle due artiste, ma anche a tutti i collaboratori, le cui opere sono state incluse nel progetto espositivo.

Andando nello specifico degli elementi che costituiscono la mostra troviamo opere di vario genere che vanno dalle illustrazioni manga, tipiche del Giappone, ad elementi interattivi che esortano il visitatore a partecipare attivamente alla mostra, come l’occasione di prendersi cura delle piante tipiche del Giappone quali la patata dolce e l’aloe. Time of Crisis prevede nove tappe: le prime due situate al piano terra della Villa e le restanti al primo piano; poste in modo tale da costituire un percorso di esperienze che fanno immergere il visitatore nel tempo di crisi. Le prime due opere sono state realizzate proprio da Elisa Caldana tra il 2020 e il 2021 e trasmettono le sensazioni e le riflessioni che l’artista ha avuto modo di fare durante il periodo della Pandemia, emblematica espressione della condizione della crisi che intendevano trasmettere. Nello specifico la prima opera è rappresentata da alcune Porte che indicano la situazione di chiusura di alcune attività commerciale di cui si sentono le segreterie telefoniche ancora attive, mentre la seconda opera chiamata “Monumento delle vie inesistenti” un insieme di nomi di strade fittizie concepite per indicare ai nomadi la via per ricevere assistenza sanitaria e cibo.

“Temporaneamente Chiusi” e “Monumento alle Vie Inesistenti”

Il primo piano è suddiviso in cinque stanze, oltre al corridoio, dove vengono ospitate le restanti sette opere che sono un misto tra opere manga, concepite per rendere attentamente la situazione di crisi e di abbandono delle città nonché, come nel caso della “Casa del signor C“, per rappresentare il netto contrasto tra la casa di questo signore che è attorniata dalle piante e piena di animali e gli altissimi palazzi della città di Tokyo. Le strade cittadine mostrate da Aki Nagasaka ed Elisa Caldana in Time of Crisis si alternano a stanze in cui si racconta la storia dell’isola attraverso la descrizione delle piante tipiche: la patata dolce, l’aloe vera; e un tessuto disegnato da Koto Fuiji in dialogo con Nagasaka. Subito all‘ingresso del primo piano troviamo tutta una serie di documenti che indicano come i visitatori hanno deciso di prendersi cura delle piante esposte nella mostra. Questa parte del processo espositivo risulta essere fortemente carica di espressioni emotive contrastanti che vanno dal patriottismo alla denuncia dell’isolamento degli abitanti delle isole, dal richiamo delle tradizioni vegetali alle testimonianze illustrate del sopravvento delle natura sull’uomo. Nell’opera finale intitolata “Terza scena: Meduse” vengono infatti illustrate queste meduse che vagano indisturbate in una città sommersa dall’ acqua.

La casa del signor C

Time of Crisis è un processo espositivo che permette a qualunque spettatore di immergersi in una dimensione al limite tra realtà e irrealtà e, attraverso ciascuna opera, comunica sensazioni ed emozioni dall’interno della stessa verso l’esterno. Le gioia, la tristezza, le ansie e le paure di un tempo sospeso sono proiettate all’esterno attraverso il volto del signor C, incupito dall’incessante correre della globalizzazione che ha limitato lo spazio per la natura e la semplicità della vita. Queste stesse emozioni e sensazioni emergono anche dai disegni che mostrano una città sommersa dall’acqua, segno dello spazio che la natura vuole riprendersi dopo che lo stesso le è stato sottratto dall’uomo. Ma più di tutto sono estremamente importanti le testimonianze degli abitanti di quest’isola sommersa che tentano di salvaguardarla dalle speculazioni dei ricchi, che non intendono certo preservare le bellezze della stessa ma estirparne l’essenza e le tradizioni. Elisa Caldana e Aki Nagasaka rendono così evidenti i problemi e le difficoltà che il tempo presente porta con sé toccando con fermezza e profondità le più sottili sfumature di un mondo che ha perso la sua essenza originaria e del turbamento degli uomini in merito al domani.

Seconda scena: Isola Autonoma

Le due artiste fanno tutto ciò, come abbiamo visto e come potrà vedere chiunque sceglierà di visitare questa mostra, creando un impatto intenso in coloro che ammirano le opere, che da semplici porte o disegni arrivando ad essere simboli di quanto l’umanità ha perduto e per quanto la stessa dovrà combattere al fine di una preservazione corretta anche della natura perché, come afferma una frase dipinta sul muro dell’ultima stanza della mostra Time of Crisis: «Although humans built this city by reclaming the land and controlling the flows of nature, successive catastrophe meant that it had to be abandoned» (Sebbene l’uomo abbia costruito questa città rivendicando la terra e controllando i flussi della natura, la catastrofe successiva ha fatto si che la stessa dovesse essere abbandonata).

Francesca Scola

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