Forza Nuova, i No Green Pass e il problema della rappresentanza
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Sabato 9 ottobre si è tenuta la manifestazione nazionale “No Green Pass” a Roma, per protestare contro l’introduzione dell’obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro, la cui entrata in vigore è prevista il 15 ottobre. Prima di sfilare tra le vie della Capitale, i manifestanti si sono ritrovati in piazza del Popolo, dove esponenti del movimento hanno tenuto i loro discorsi. Tra questi anche il leader di Forza Nuova, Giuliano Castellino, che sul palco ha infuocato la folla esclamando: «Oggi ci prendiamo Roma». Poco dopo l’attacco alla sede della CGIL di Roma e gli scontri tra i manifestanti e la polizia. Nei giorni a seguire sono stati così individuati e arrestati diversi manifestanti tra cui militanti e leader di Forza Nuova, come Roberto Fiore e lo stesso Castellino.

Questa vicenda ha scatenato un ampio dibattito sia a livello parlamentare che televisivo sulla doverosità di fare i conti con un fascismo mai pienamente affrontato in Italia, a cominciare dalla possibilità o meno di sciogliere Forza Nuova. Da una parte, Pd, M5S e LeU hanno presentato una mozione alla Camera e al Senato, per chiedere al governo di sciogliere l’organizzazione neofascista e tutte le altre formazioni che fanno ancora riferimento al fascismo. Dall’altra, la Lega e Fratelli d’Italia ne hanno lanciato una controproposta che ha invece come scopo quello di mettere fuorilegge tutte le realtà violente, indifferentemente che siano di destra o di sinistra. Nello stesso tempo, il Segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, ha dichiarato: «Qualcuno ha pensato di intimidirci e di metterci paura, ma deve sapere che la Cgil e i suoi lavoratori sono quelli che hanno sconfitto il fascismo. Non ci intimidiscono, anzi, vogliamo rilanciare una mobilitazione democratica. Non abbiamo nessuna paura, non ci fermeremo».

Si è trattata veramente di una manifestazione neofascista guidata da Forza Nuova?

L’assalto alla CGIL è di matrice fascista, un atto squadrista pianificato e gestito da neofascisti dichiarati. Su più fronti si è così cominciato a parlare di una piazza in mano all’estrema destra che addirittura voleva arrivare a Palazzo Chigi. Per questo motivo sono stati fatti un po’ frettolosamente paragoni con l’assalto a Capitol Hill, messo in pratica dai seguaci di Qanon. In parte questo è vero, visto che sabato gli esponenti e i militanti di Forza Nuova erano alla testa di un corteo di 10.000 manifestanti che erano contro l’obbligo del green pass. Per guidare senza troppa fatica una manifestazione di tali dimensioni, l’estrema destra deve certamente aver guadagnato la fiducia di numerosi contestatori.

Tuttavia questi manifestanti assomigliano più ad un grumo emotivo senza interlocutori, piuttosto che a veri e propri fascisti navigati e conclamati. Questo è possibile dimostrarlo attraverso degli screenshot anonimi, scattati dai vari gruppi Telegram denominati “Basta dittatura”. Come si legge dai messaggi in chat, molti manifestanti avevano il sentore che la manifestazione nazionale indetta a Roma sarebbe sfociata in violenze di piazza guidate dagli infiltrati di matrice fascista.

Tuttavia la motivazione più convincente è che non esistono divisioni tra fascisti, liberali o socialisti quando si parla di green pass e obbligo vaccinale. Si tratta di un gruppo eterogeneo politicamente, unito da un’affinità tematica e poco più. Per questo motivo i manifestanti hanno consentito ai militanti di Forza Nuova di occuparsi indisturbati del servizio d’ordine, con la scusa di proteggere un fantomatico “popolo”.

Chi sono veramente i no green pass?

In piazza non decidi chi ci può stare o meno, soprattutto con quei numeri e soprattutto se quei numeri vengono espressi da un movimento disarticolato. Senza alcun dubbio, alcuni manifestanti professano apertamente un’ideologia neofascista o comunque sono facilmente persuasi da visione del mondo apertamente di destra. In questo modo vengono viste come “eroiche” le gesta dei militanti di Forza Nuova, mentre viene fomentato odio verso tutti partiti di centrosinistra.

Tuttavia, la maggioranza dei manifestanti “fa di tutta l’erba un fascio” e considera i provvedimenti presi da tutti i partiti dell’intero arco parlamentare come dispotici. Viceversa, i no green pass si vedono come il popolo che si ribella nei confronti del “nazi-pass” che accomunano alle “leggi razziali” e più in generale si schierano contro quella che chiamano comunemente “Dittatura Sanitaria”. Di conseguenza più che una piazza caratterizzata marcatamente da idee fasciste, queste persone si considerano come dei veri e propri partigiani al tempo della pandemia, estranei alle matrici ideologiche dello spettro partitico.

Innanzitutto, è possibile affermare che quella di sabato sia stata una manifestazione dei rapporti di forza. In questa pandemia, Forza Nuova ha da tempo adottato la strategia di celare momentaneamente la propria ideologia per ergersi a capopopolo di una massa informe. Così nel momento in cui si avvicinava il ballottaggio per decretare le elezioni amministrative di Roma, questa organizzazione neofascista ha voluto strizzare l’occhio a Enrico Michetti. Fiore e Castellino hanno di fatto voluto dimostrare al candidato della destra quante persone possono guidare in termini di bacino elettorale. Si è trattato quindi di classiche dinamiche di piazza.

Passando invece a parlare dello scioglimento di Forza Nuova, non si può certamente restare indifferenti alla violenza squadrista e all’intolleranza fascista. Tuttavia questo provvedimento potrebbe diventare un palese specchietto per le allodole, poiché non placherebbe gli animi della piazza e non risolverebbe i nodi problematici profondi della mobilitazione No Green Pass. Mettendo fuori legge Forza Nuova si pensa di aver risolto il problema, ma si continuerà ad ignorarlo, o peggio ancora si fingerà che non esista. Sabato sono comparse infatti facce di persone comuni tra quelle dei “soliti noti” facinorosi, professionisti dello scontro. Quello dei no green pass non è perciò un movimento apertamente neofascista, anzi ritiene di combattere il fascismo messo in atto dai nostri parlamentari attraverso le loro misure legislative.

Gli avvenimenti verificatisi sabato 9 ottobre nelle vie della Capitale dimostrano così la mancanza di figure di riferimento che possano rappresentare i no green pass. Una narrazione che non fa altro che demonizzare questi manifestanti, lascia terreno a attori politici come Forza Nuova che non vedono l’ora di arringare le piazze e dare vita a scene di guerriglia urbana. Per questo motivo, i riflettori vanno accesi su una classe politica che non sa parlare più alle masse, come dimostra anche l’ampio astensionismo delle elezioni amministrative. Dunque, il Governo Draghi non dovrebbe continuare ad adottare maggiore severità nelle sue politiche, ma al contrario dovrebbe iniziare a mediare con il movimento no green pass per conquistare la loro fiducia e scongiurare che essi possono cedere al richiamo politico delle organizzazioni neofasciste.

Gabriele Caruso

Laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, mi occupo soprattutto di indagare la politica italiana e di far conoscere le rivendicazioni dei diversi movimenti sociali. Per quanto riguarda la politica estera, affronto prevalentemente le questioni inerenti al Regno Unito.

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