L'aggressione di Firenze e la fuga della destra
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Il 19 febbraio c’è stata un’aggressione da parte di sei ragazzi davanti al Liceo Michelangiolo di Firenze ai danni di due studenti della scuola. Il gruppo fa parte del movimento giovanile di destra “Azione Studentesca” e nessuno dei componenti frequentava l’Istituto in questione. Dalle ultime ricostruzioni pare che i sei si trovassero lì per distribuire dei volantini, ma dai racconti degli studenti del liceo sembra che i partecipanti di Azione Studentesca fossero soliti farlo per aizzare risse simile all’aggressione di Firenze.

Tante sono state le parole di vicinanza alla scuola e ai ragazzi aggrediti, in particolare ha fatto molto parlare di sé la lettera della preside Annalisa Savino del liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Firenze, la quale ha voluto ricordare ai suoi studenti che «il fascismo in Italia non è nato con le grandi adunate di migliaia di persone. È nato ai bordi di un marciapiede qualunque, con la vittima di un pestaggio per motivi politici che è stata lasciata a sé stessa da passanti indifferenti. […] Siate consapevoli che in momenti come questi […] nei periodi di incertezza, di sfiducia dilettava nelle istituzioni, […], abbiamo tutti bisogno di avere fiducia nel futuro e di aprirci al mondo, condannando sempre la violenza e la prepotenza. Chi decanta il valore delle frontiere, chi onora il sangue degli avi in contrapposizione ai diversi, continuando ad alzare muri, va lasciato solo, chiamato con il suo nome, combattuto con le idee e con la cultura […]

Mentre la risposta della politica è stata poco incisiva, quella della destra al governo, dove sembra che i fatti dell’aggressione di Firenze, il Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara rompe il silenzio addirittura condannando le parole della preside Savino. Il Ministro, ospite alla trasmissione Mattino 5, ha asserito che «in Italia non c’è nessuna deriva autoritaria, non c’è alcun pericolo fascista» annunciando inoltre che, qualora l’atteggiamento della preside Savino dovesse persistere, saranno attuate delle sanzioni. Nessun accenno all’aggressione condotta dai ragazzi di Azione studentesca. Nessuna parola di vicinanza alle vittime. Niente sanzioni a chi ha compiuto il deplorevole gesto, ma solo minacce a chi condanna atti di violenza molto simili ad un periodo buio della storia italiana. Il Ministro Valditara ha continuato, aggiungendo che lettere di questo tipo non solo altro che «un atto di propaganda».

In seguito a “l’atto di propaganda”, ai cancelli del liceo “Leonardo Da Vinci” di Firenze appare uno striscione che reca la frase «non ci fermerà una circolare, studenti liberi di lottare». firmato Blocco Studentesco, un altro movimento studentesco di destra, il cui capobanda si è fatto riprendere mentre bruciava la lettera della preside, pubblicandosi anche sui social. Sarà invece che propagandistiche sono state proprio le parole del Ministro Valditara, che hanno minacciato di mettere a tacere chi si oppone alla violenza e alla prepotenza? Parole violente e inaccettabili tanto più per un Ministro dell’Istruzione. Ma la domanda che potrebbe sorgere spontanea è: per cosa devono “lottare” i ragazzi di Blocco studentesco? Forse dovranno lottare per la libertà di aggredire chi non la pensa come loro.

Inoltre, quello dell’aggressione di Firenze non sarebbe neanche un episodio isolato: il 16 febbraio un atto violento simile, sempre a Firenze, è avvenuta al liceo linguistico “Pascoli” sempre per mano del movimento giovanile di destra Azione Studentesca. Ma l’episodio non si è fermato all’aggressione: la preside Maria Maddalena Erman racconta che il mattino dopo sono stati trovati dei simboli inneggianti al fascismo sui muri dell’edificio scolastico.

Le parole del Ministro dell’istruzione e il silenzio del governo di destra sull’aggressione di Firenze comunicano un messaggio ben preciso: non ostacoliamo aggressioni violente, parlare di antifascismo è propaganda e se denunci un’azione fascista ne devi addirittura pagare le conseguenze. Perché in Italia non esiste un problema con fascismo. Il fascismo non c’è, non esiste più. Ci sono solo politici che fanno il saluto romano, indossano il simbolo della svastica sul braccio e hanno cimeli fascisti in casa. Gli unici argomenti che interessano davvero al governo sono il bacio sul palco tra Rosa Chemical e Fedez al festival di Sanremo e a parlare dei feti come soggetti di diritto. Calci e pugni a dei ragazzi non sono niente di cui discutere. La minaccia di un Ministro alla preside del liceo di Firenze per una lettera scritta ai suoi studenti, non è da discutere per il governo. Ne prendiamo atto.

Gaia Russo

Eterna bambina con la sindrome di Peter Pan. Amante dei viaggi, della natura, della lettura, della musica, dell'arte, delle serie tv e del cinema. Mi piace scoprire cose nuove, mi piace parlare con gli altri per sapere le loro storie ed opinioni, mi piace osservare e pensare. Studio lingue e letterature inglese e cinese all'università di Napoli "L'Orientale".

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