Cassandra è ancora muta , silenzio
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Negli ultimi anni un susseguirsi di eventi come la pandemia, la guerra in Ucraina e la rinascita di movimenti neofascisti nel Belpaese, hanno fortemente scosso il mondo intero. Nonostante ciò, il silenzio degli intellettuali, sottomessi al giogo del potere, continua. Di questa tematica scrive lo storico dell’arte, saggista, e rettore dell’Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari in “Cassandra è ancora muta”. Il saggio, uscito lo scorso 28 settembre per Edizioni Gruppo Abele, è una versione aggiornata e ampliata di “Cassandra muta. Intellettuali e potere nell’Italia senza verità” del 2017, nel quale Montanari ragiona sul silenzio della cultura chiedendosi se sia giusto che gli intellettuali si schierino e, in caso affermativo, da che parte dovrebbero schierarsi. Cinque anni dopo, Montanari sente il bisogno di ritornare sul tema e denunciare il silenzio di studiosi, scienziati, scrittori che ancora non prendono posizione a favore della verità, ancora non si fanno avanti, ancora non urlano per far sentire la propria voce e non si fanno motori di un rinnovamento, nonostante gli eventi attuali abbiano dato molti pretesti per farlo.

Le Cassandre moderne

Cassandra è ancora muta, intellettuali
foto: edizionigruppoabele.it

Cassandra è per antonomasia colei che preannuncia situazioni sfavorevoli ma non viene creduta e resta inascoltata. Secondo il mito è il dio Apollo che, in cambio del suo amore, le fa il dono della preveggenza, ma è sempre Apollo a maledirla per non essersi concessa: Cassandra potrà ancora vedere il futuro ma nessuno le crederà, e sarà per questo emarginata dalla comunità.

In accordo con la rilettura in chiave moderna di Montanari, Cassandra incarna perfettamente la condizione dell’intellettuale, mentre Apollo è la scienza intesa come vocazione che strappa dal mondo. “Cassandra è chi accetta la vocazione, e dedica la propria vita allo studio: ma non accetta il sacerdozio, fermandosi un attimo prima. […] Chi vuole rimanere nel mondo, e condividere quella conoscenza con tutti”. Ma la Cassandra di oggi è muta, non si fa portavoce di verità, perché ha scelto il silenzio, sedendo sul carro del potere: la cultura, che dovrebbe nutrire le menti e alimentare il pensiero critico, è soggiogata alla politica e gli intellettuali sono uno strumento in mano ai più forti per propagandare visioni distorte e fuorvianti.

Cassandra al servizio del potere

Nell’ultimo capitolo del saggio, con il suo prognostico sui risultati delle elezioni dello scorso 25 settembre, Montanari denuncia, ancora una volta, l’annichilimento degli intellettuali italiani ribadendo che, piuttosto che ammutolirsi, è proprio in questi momenti che dovrebbero prendere parola e farsi portavoce di un pensiero controcorrente.

Oggi, come ieri, Cassandra è “Muta, sul carro del vincitore che l’ha fatta schiava”, perché nel momento in cui l’intellettuale si schiera a favore della verità diventa un nemico del “sistema” e viene fatto tacere, come molti giornali hanno tentato di fare con lo stesso Montanari. Quelle poche voci di opposizione che ancora resistono sono spesso censurate oppure sono “gentilmente invitati”, con licenziamenti o interruzione delle collaborazione con giornali e casa editrici, a cambiare i toni. Ciò porta spesso all’autocensura.

Sorge spontaneo chiedersi perché gli intellettuali sarebbero i nemici del sistema, ma soprattutto perché l’opinione pubblica dovrebbe essere conformata a un unico pensiero. Come hanno dimostrato la pandemia prima, la guerra poi, e la deriva neofascista italiana ora, il potere è consapevole del “pericolo” della verità. Di conseguenza i vari organi mediatici sono diventati uno strumento della disinformazione, piuttosto che dell’informazione: durante la pandemia i media erano alla ricerca di un capro espiatorio; con la vera guerra arrivata in febbraio le testate giornalistiche hanno fatto a gara a chi camuffava meglio le notizie, evitando abilmente tematiche scottanti quali, ad esempio, il rischio nucleare; per non parlare della propaganda mediatica durante la campagna elettorale degli ultimi tempi. Costruttori del pensiero unico, gli organi di comunicazione inibiscono le facoltà critiche del singolo e le capacità di farsi domande.

La realtà dimostra che questi organi di comunicazione, un tempo luoghi di critica, esplicitano l’appartenenza a un sistema, e chiunque scelga la strada della verità e si oppone al conformismo dilagante è destinato a diventare una Cassandra emarginata e inascoltata.

E, purtroppo, lo stesso vale per le università e per il sistema formativo italiano in generale, come Montanari affermava in un’intervista del 2018. Università significa imparare a pensare autonomamente e mettere in dubbio, ma oggi le stesse hanno perso la funzione per cui sono state fondate e non forniscono più l’humus per menti autonomamente pensanti. Sono state invece trasformate in una fucina di lavoratori che dovranno alimentare il mercato.

intellettuali; silenzio
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Nel 1975, nel suo discorso al premio Nobel, Montale mise in guardia dall’uso errato dei mezzi di comunicazione di massa. Oggi, a 50 anni dal celeberrimo discorso, l’annichilimento della cultura tutta è realtà tangibile. Il silenzio delle “sentinelle della verità” provoca un appiattimento generale delle coscienze e del pensiero, un’omologazione nell’accezione più negativa del termine.

Il governo di estrema destra appena salito al potere, una guerra in corso che sembra non finire, un sistema dell’informazione sempre più annichilito, così come le università sempre più incatenate, non possono che far sorgere preoccupazioni, soprattutto per le analogie con un passato italiano che con la Costituzione si è cercato di sradicare.

Il sapere, la cultura, l’informazione, la verità, permettono di guardare oltre il proprio naso e prevedere la conquista di Troia. C’è estremo bisogno che Cassandra torni a parlare, e che la gente torni a pensare, a dubitare, ma anche ad ascoltare, perché la conoscenza senza l’ascolto resta infertile.

Nunzia Tortorella

Avida lettrice fin dalla tenera età e appassionata di ogni manifestazione artistica. Ho studiato Letterature e culture comparate all'università di Napoli L'Orientale, scegliendo come lingue di studio il tedesco e il russo, con lo scopo di ampliare il mio bagaglio di conoscenze e i miei orizzonti attraverso l'incontro di culture diverse. Crescendo, ho fatto della scrittura il mio jet privato.

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