salvini, lega, m5s, europee
Foto della vittoria, pubblicata da Matteo Salvini

I risultati elettorali attesi sono finalmente arrivati e come si pensava, Matteo Salvini vince le Europee. È riuscito a portare la Lega al 34% dei consensi in una giornata che, però, ha mobilitato soltanto il 56% degli elettori aventi diritto. Ma nell’euforia generale, si sa, i dettagli e le percentuali fanno posto allo champagne, ai rosari, ai festeggiamenti. Per incassare i voti, avanti a destra, perché il Governo, dopo le elezioni europee, potrà subire i colpi di del vero Presidente del Consiglio, ormai non più troppo nascosto.

Salvini stravince le Europee, si prende il centrodestra ed il Paese

Grazie al voto delle Europee Salvini porta a termine la sua la prima grande fase, quella della conquista dello scettro del centrodestra, imponendosi come unico attore di una coalizione che, ormai, vede lo spolpamento del cadavere di Forza Italia. Non è bastata la discesa in campo, in zona Cesarini, di Silvio Berlusconi, il quale sperava di poter quanto meno raggiungere la doppia cifra. Non è bastato l’appello moderato, Forza Italia è stata smembrata da un lato da Matteo Salvini e dall’altro da Fratelli d’Italia.

Una dèbacle elettorale che porta Matteo Salvini a vincere le Europee, a prendersi non solo il centrodestra, ma anche il Paese. E nonostante la Lega sia diventata un soggetto politico sovranista e che parla a tutta Italia, in realtà la roccaforte resta il Nord, perché nonostante vada in doppia cifra anche al Sud, al Nord si va verso cifre molto importanti e che possono essere il punto di partenza per discutere delle alleanze in vista delle amministrative e delle regionali.

E anche al Sud Italia, la Lega giocherà in ogni caso le sue carte per la costruzione delle coalizioni. Ciò che sappiamo per certo, però, è che nelle grandi città la Lega Nord non esce vittoriosa: a Milano il Partito Democratico resiste all’assalto populista, anche se nella Metropoli perde. La divisione tra Città Globale e provincia si inizia a palesare, la distanza tra una parte di cittadini che abitano le periferie di quelle che oggi sono città metropolitane, sentono e vivono l’esclusione dal tessuto produttivo e sociale, proprio dove la Lega si è inserita con grande caparbietà. 

salvini europee, lega, m5s

Lega, alle Europee Salvini trasforma il partito di massa in partito del leader

Il rischio è sicuramente quello che vede la Lega trasformarsi da partito di massa a partito del leader. Questa trasformazione è stata già vissuta dal Partito Democratico, che, incoronato l’altro Matteo ha iniziato a perdere terreno e voti, preferendo la leadership rispetto al collettivo.

La Lega è uno dei partiti che ancora possono essere definiti di massa. Sono molti i dirigenti della Lega che riescono a garantire quell’accordo con il territorio e soprattutto con gli imprenditori del Nord. Gli analisti della politica scrivevano di una perdita di consenso di Salvini alle Europee, proprio per i suoi atteggiamenti poco moderati. Si raccontava come una parte delle imprese si fosse già stufata del modo di fare di Matteo Salvini.

In realtà, con la tattica del tirare la corda su tutto, è riuscito a portare a casa il risultato. Il patto con le imprese del Nord è sicuramente dovuto a Giancarlo Giorgetti e Nicola Molteni, impegnati sui temi come la burocrazia e l’economia. Salvini, comunque, rischia di fare lo stesso percorso di Matteo Renzi, anche se sembra meglio organizzato. 

Il PD non vince, ma non perde le elezioni europee

Nonostante il Partito Democratico abbia pubblicato l’immagine di Zingaretti e Gentiloni sorridenti, si palesa in ogni caso una situazione non vittoriosa per il nuovo segretario. La percentuale alta che permette il sorpasso sui grillini (percentuale dovuta all’astensione), non è soddisfacente perché non mostra un avanzamento nei voti assoluti del Paese, anzi, il PD ne perde circa 100 mila.

Non c’è un effetto Calenda, con il suo Movimento che di fatto non esiste, non c’è un effetto Zingaretti, perché non recupera un voto di opinione, perlopiù finito nell’astensione. L’unica vittoria di Zingaretti è quella che i renziani non potranno fargli la guerra perché la lista è arrivata seconda, prima dei Cinque Stelle.

Il vero obiettivo, quindi, non era quello di combattere le Salvini alle europee, ma superare finalmente il Movimento 5 Stelle per tornare nel dibattito politico. Una situazione in cui si prende tempo per organizzare le forze in attesa di un lavoro che tenderà a sfinire Luigi Di Maio, stretto tra la morsa di Salvini e da oggi di Zingaretti.

La notte nera come la pece del M5S

Il risultato delle europee per Salvini è una vittoria, ma è un disastro per il m5s, che non solo perde voti, ma svuota la sua base elettorale a favore di Matteo Salvini, che aspira da loro una buona percentuale. Ne parlavamo qui, in questo articolo dove spiegavamo che Luigi Di Maio si stava suicidando.

i flussi di YOUTREND per SKYTG24

La cecità di Luigi Di Maio lascia attoniti e non essendo certamente circondato da strateghi politici, è riuscito nell’obiettivo di far avanzare la nuova Destra italiana da un lato e dall’altro a lasciarsi sorpassare da un Partito Democratico impalpabile e dato per scomparso da mesi.

In un solo anno è riuscito a garantire circa 5 milioni di voti assoluti in più a Matteo Salvini svuotando il consenso del suo partito. Incredibile. Le cause della sconfitta sono note a tutti, non c’è bisogno di spiegarle: il Movimento ha abbandonato tutte le sue prerogative iniziali sull’istruzione, ambientalismo radicale, lavoro. Non c’è mai stato uno straccio di programma elettorale, tanto meno sul tema dei temi: l’immigrazione.

Ebbene, la sconfitta è tutta qui: di fronte alle proposte di Salvini, Luigi Di Maio non è riuscito ad imporre la sua narrativa, perché di storie non ne ha più: essendo un partito che ha trovato fortuna urlando “onestà” nelle piazze, ad oggi non trova la forza per imprimere un cambio di rotta del Governo. 

Una notte nera come la pece per il M5S, ma anche per le liste e partiti minori, che non riescono a superare lo sbarramento elettorale (come la Sinistra che esce dalla bussola).

Le elezioni europee sono un momento di transizione ed in questo caso garantiscono a Matteo Salvini la leadership del Paese, in barba ai colleghi grillini. Il Governo non sembra, per ora, essere in difficoltà, ma questo è tutto da vedere, perché gli scenari possono sempre cambiare da un momento all’altro. Tutti prenderanno tempo, ma per Salvini è il momento di lanciare la fase numero due del suo progetto: prendersi Palazzo Chigi. Quando? È tutto da vedere.

Luca Mullanu