L'internazionale progressista Sanders-Varoufakis: stella polare a sinistra
Fonte: brasilwire.com

L’Internazionale Progressista di Sanders e Varoufakis si propone un obiettivo quantomeno ambizioso: essere il think tank, l’aggregatore di energie, la stella polare della sinistra globale. Un piattaforma che raccoglie quanto di meglio la classe dirigente e intellettuale che si rifà a questa cultura politica ha espresso, e che nelle intenzioni consentirà di massimizzare la proiezione internazionale di ogni movimento che si ispira al socialismo, all’ecologismo e ai diritti civili. Basterà a resuscitare un corpo politicamente putrescente, da anni a digiuno di risultati consistenti nelle urne? Oppure si tratta di una visione uranica e onirica, ancora sconnessa dai sentimenti popolari e dall’agibilità elettorale che culminerà nell’ennesima delusione generale?

Finalmente, una vera internazionale progressista

La aspettavamo con trepidazione, un’internazionale progressista: che si contrapponesse idealmente e praticamente al dilagare impetuoso dell’internazionale sovranista di Bannon, Trump, Putin e soci, che rispolverasse la solidarietà e l’internazionalismo di matrice marxista, che mettesse a disposizione progettualità, risorse e connessioni ai movimenti progressisti di tutto il mondo. Alla fine, dopo quasi due anni di gestazione, l’appello a fare fronte comune partito da DiEM25 (movimento paneuropeo animato dall’ex ministro greco Yanis Varoufakis) e dal Sanders Institute (fondato da Jane Sanders, moglie di Bernie Sanders) è culminato in Progressive International, una piattaforma politica online che ambisce a farsi vero e proprio movimento transnazionale.

internazionale progressista
“Internazionalismo o estinzione”. Fonte: diem25.org

Internazionale progressista si prefigge dunque innanzitutto l’obiettivo dell’influenza politico-culturale e ideologica svolgendo una funzione di razionalizzazione e aggregazione delle forze politiche nazionali, secondo tre direttrici: Movement, Blueprint e Wire. Rispettivamente: mobilitare, supportare e connettere gli attivisti a livello internazionale, attraverso strumenti, strategie, formazione e convocazioni congiunte dei membri. Elaborare proposte per trasformare e rafforzare le istituzioni democratiche e il sistema economico globale attraverso principi e politiche comuni di un ordine internazionale progressista. Traduzione e condivisione di materiale di studi e di opinioni critiche, nonché storie e pratiche grassroots, prodotti di membri e partner della piattaforma.

I valori di riferimento di internazionale progressista si richiamano direttamente alla partecipazione democratica, al pluralismo delle differenze, all’uguaglianza formale e sostanziale e alla solidarietà tra i popoli: i pilastri di qualsiasi contenitore politico alla sinistra dei liberali. Il pacifismo internazionale, lo sviluppo equo ed ecologicamente sostenibile, il pluralismo e il superamento del capitalismo approfondiscono questi dettami, che identificano una piattaforma politica vasta, ma immediatamente identificabile e riconducibile alle rielaborazioni del marxismo del XXI secolo.

Sanders, Varoufakis e membership dal basso: una ricetta vincente?

Internazionale Progressista ha già raccolto entusiastiche adesioni nel mondo della sinistra politica ed intellettuale: i filosofi Noam Chomsky e Srećko Horvat, Fernando Haddad, Alicia Castro, Naomi Klein e anche l’attivista ONG Carola Rackete sono solo alcuni dei nomi di peso e di fregio che animeranno il Cabinet esecutivo, i vari segretariati, e il direttorio strategico (Council), che si riunirà a settembre a Reykjavik, ospitato da “Movimento Sinistra Verde” islandese.

Non manca l’appoggio di associazioni, sindacati e collettivi per i diritti, per il lavoro e per l’ambiente ed anti-climate change (comprese diverse emanazioni locali di Fridays For Future) dai cinque continenti, testate giornalistiche (come Jacobin Magazine), e organizzazioni con finalità politiche, dai partiti ai movimenti. Tra queste ultime, molti soggetti politici di peso hanno espresso il loro sostegno, ma tutti devono ancora concretizzarlo. Ad oggi le adesioni arrivano per lo più da correnti interne (due esempi su tutti: l’ala radicale vicina a Corbyn del Labour britannico e i socialisti democratici del Partito Democratico americano).

Oltre che a coordinare nuovi soggetti politici, le esperienze politiche pregresse a cui Internazionale Progressista vuole riferirsi sono soprattutto quelle di Sanders negli Stati Uniti, della (fu) “onda rosa” in America Latina, e delle sinistre verdi e radicali in Europa, su tutte l’unica tradottasi in (controversa) esperienza di governo: quella di Tsipras e Varoufakis, prima che quest’ultimo lasciasse.

Sanders Varoufakis
Yanis Varoufakis e Bernie Sanders. Fonte: youtube.com, canale: Democracy Now!

Non si tratta, dunque, di parabole politiche che si sono imposte come egemonizzanti oppure che sono state messe alla prova del governo dall’elettorato, almeno in buona parte. Il lavoro da fare per restituire concretezza e agibilità a una visione politica percepita ancora come utopica e distante dai bisogni concreti della cittadinanza.

In questo senso, potrà senz’altro fare la differenza la concezione di membership flessibile e dal basso: qualsiasi simpatizzante o organizzazione può registrarsi attraverso la piattaforma online per diventare membro a tutti gli effetti di Internazionale Progressista, senza eccessive cavillosità e politicismi, e potrà accedere ai benefici e ai contenuti che la piattaforma offre, portando le proprie istanze e i propri contributi.

Per ribadire e rafforzare i presupposti valoriali espressi dal manifesto di fondazione, i finanziamenti saranno raccolti esclusivamente attraverso donazioni libere confacenti alla capacità di contribuzione dei membri. Le somme di denaro provenienti da lobby vicine a grandi società quotate e/o legate ai combustibili fossili, così come i contributi di figure legate a multinazionali tecnologiche, farmaceutiche e banche d’affari, saranno bloccati.

La sinistra che verrà: unità, agire locale, pensare globale

Chiunque legga queste righe e abbia a cuore la riorganizzazione del campo della Sinistra, non può che essere assillato dal tarlo del dubbio, maturato in tanti, troppi, naufragi politici: Internazionale Progressista riuscirà a superare le debolezze e le contraddizioni che attraversano la sinistra, scrollandosi da astrattismi e onirismi, conseguendo i propri obiettivi? Una risposta non è, naturalmente ancora possibile.

Del resto, le debolezze (su tutte una scarsa adesione di organizzazioni politiche e di governo di peso con risultati elettorali determinanti alle spalle) così come i punti di forza della piattaforma (una rete sociale animata da intellettuali, movimenti e contributi critici già vasta ed amalgamata da prescrizioni ideologiche nitide) sono evidenti. Bisognerà seguire con attenzione la mobilitazione e l’aggregazione che il progetto di Sanders e Varoufakis riuscirà ad attrarre ed a organizzare, oltre alle capacità comunicative e mediatiche dei suoi protagonisti.

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Manifesto della Terza Internazionale (1919): il cammino del socialismo nel XX secolo partirà proprio da un’adunata internazionale. Fonte: lacooltura.com

Ciò che è certo, è che Internazionale Progressista descrive un passaggio non sufficiente ma sicuramente necessario, per dotarsi di compiutezza ideologica, programmatica e di intenti. Oggi più che mai la politica è infatti eminentemente “glocale”, cioè innestata in fenomeni locali che finiscono per rivestire rilevanza globale (la pandemia Covid-19 lo ha tragicamente e platealmente dimostrato).

Organizzarsi, orientarsi e coordinarsi secondo una visione politica comune, di ampio respiro, sottratta alle contingenze, è l’unica possibilità di affrontare e gestire le turbolenze della globalizzazione, per permearla ed intestarsi il cambiamento sociale, economico e ambientale. Non c’è altra possibilità quando si è persa la via e si allungano le tenebre, se non quella di guardare in alto: verso il cielo, verso una stella polare.

Luigi Iannone

Classe '93, salernitano, cittadino del mondo. Laureato in "Scienze Politiche e Relazioni Internazionali" e "Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica". Ateo, idealista e comunista convinto, da quando riesca a ricordare. Appassionato di politica e attualità, culture straniere, gastronomia, cinema, videogames, serie TV e musica. Curioso fino al midollo e quindi, naturalmente, tuttologo prestato alla scrittura.

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