Cambio di rotta o cambio di immagine? La nuova Ungheria di Magyar
Le elezioni in Ungheria hanno visto vincere Magyar: è finito il tempo di Orban.
Ma è davvero un fatto positivo?
Magyar è legato allo storico politico ungherese. Ciò che li differenzia è una maggiore apertura libertaria ed europeista di Magyar.
L’Italia è sempre dalla parte sbagliata della storia
La proposta di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele è naufragata; si sarebbe trattato di un atto che, certamente, non avrebbe fermato il genocidio del popolo palestinese, ma avrebbe senza ombra di dubbio segnato simbolicamente una presa di posizione. E invece, la contrarietà di una compagine di nazioni, capeggiata dall’Italia, ha sancito il mancato raggiungimento dell'unanimità necessaria e la chiusura a ogni velleità di pressione concreta verso Tel Aviv.
Viktor Orbán e gli scontri con l’Unione Europea
Nel cuore dell’#UnioneEuropea, l’#Ungheria di Viktor Orbán è diventata il simbolo di una trasformazione politica definita dallo stesso premier come “democrazia illiberale”. Dal ritorno al potere nel 2010, riforme costituzionali, nuove regole elettorali e poteri straordinari concessi durante la pandemia hanno acceso un lungo braccio di ferro con Bruxelles sul rispetto dello Stato di diritto. Il caso ungherese si è quindi trasformato in un banco di prova per la tenuta dei valori fondanti europei.
Russia – Ucraina: non solo guerra e distruzioni civili, ora anche il rischio di...
La centrale di Zaporizhzhia rappresenta oggi non solo un punto di contesa tecnica ed energetica tra Mosca e Kiev, ma anche un simbolo della pericolosità di un conflitto protratto su territori civili e infrastrutturali critici.
La Francia in crisi: Bayrou cade, Macron trema
La crisi che ha travolto François Bayrou e il suo governo di minoranza non è soltanto l’ennesimo inciampo parlamentare: è il segnale di una Francia sospesa sull’orlo del collasso istituzionale, economico e politico. Emmanuel Macron, sempre più isolato, si trova ora stretto tra un debito pubblico fuori controllo, l’erosione del consenso sociale e la pressione crescente di un’opposizione che va dall’estrema destra lepenista alla gauche di Mélenchon. La Quinta Repubblica, nata per garantire stabilità, si scopre fragile come non mai, mentre il Paese si interroga sul proprio futuro e sull’effettiva capacità dell’Eliseo di governare fino al 2027.
Per Pedro Sánchez è il momento delle scelte coraggiose
Dopo aver affrontato un nuovo e ancor più grave caso di corruzione all'interno del suo partito, il premier socialista ha deciso di non arretrare e di rilanciare con nuove misure. Va detto però che il cammino del PSOE verso le elezioni del 2027 si è complicato in modo forse irrimediabile.
In Scozia la resa dell’UE: Trump impone i dazi e vince la performance
L'accordo sui dazi fa contento solo Trump, che riesce a imporre la sua narrazione e a smascherare un'Europa fragile, disunita, incoerente: un'Unione che è più un'accozzaglia.
Cosa succede adesso in Germania (e in Europa)
La Repubblica Federale di Germania ha ufficialmente voltato pagina. Con l'affidamento del cancellierato a Friedrich Merz, dopo una doppia fiducia ottenuta al Bundestag -...
Papa Francesco, l’Unione Europea e un’eredità scomoda
Papa Francesco lascia un’eredità complessa all’Unione Europea: sfide, opportunità e il vuoto lasciato dalla sua "geopolitica della misericordia". Sullo sfondo, il ruolo di possibile terzo polo morale e culturale del vecchio continente, vaso di coccio tra neo-imperialismi.
Manifestazioni in Serbia: Novi Sad è la punta dell’iceberg
Da mesi la Serbia è attraversata da proteste di massa contro la corruzione, e neppure le dimissioni del primo ministro sono bastate a placare le tensioni.




























































