vicoli, napoli
Fonte: http://www.napolicittasolidale.it/

I napoletani veraci sono quelli che soffrono a vedere la città vuota, privata oramai dei suoi profumi e dei suoi colori. Napoli è conosciuta al mondo intero come la città delle strettoie, quelle popolate di gente e caratterizzate dai panni stesi sulle corde dei balconi. In tempi di epidemia Covid-19 il napoletano piange la propria città, quella che tanto ci fa imprecare per i suoi innumerevoli disservizi ma che tanto si fa amare per le sue peculiarità. Ecco perché tutti sognano di ripopolare presto quei vicoli così caratteristici quanto particolari e affascinanti.

Napoli conta più di 100 vicoli: i suoi innumerevoli rami si intrecciano tra i cardi e i decumani della città, sono la sede di palazzi, bassi, di piccole botteghe e di negozi di ogni genere. Non tutti i vicoli sono uguali, ognuno ha la propria caratteristica: indubbiamente i turisti avvertono delle affinità in quanto nelle strettoie di Napoli non manca mai il bucato steso, l’odore del caffè, le urla dei venditori e i panieri abbassati. Quella dei vicoli è la Napoli più intima, più verace: quella che non ha paura di mostrarsi nella sua autentica genuinità.

Immaginiamo – rigorosamente dai salotti di casa nostra – di passeggiare tra i vicoli più belli e caratteristici della nostra città e auguriamoci di poter tornare presto ad ammirarne tutti i dettagli.

Il Vico dei Sospiri a Chiaia

Nel quartiere Chiaia della Napoli bene, tra i vicoli più caratteristici e particolare c’è sicuramente il Vico dei Sospiri. Oggi, questa strettoia è tra i vicoli più famosi della movida napoletana: ogni weekend molti giovani ragazzi frequentano questa zona per scambiare quattro chiacchiere, per un aperitivo o per bere una birra in compagnia.

In realtà, così come ci fa pensare il nome, il Vico dei Sospiri non era certamente un luogo dove potersi divertire il sabato sera: è probabile che nell’antichità fosse la strada percorsa dai condannati a morte che dovevano raggiungere Piazza Mercato che in passato era la piazza delle esecuzioni pubbliche. I condannati a morte partivano dai vicoli e attraversavano la città accompagnati da guardie e tra la folla dei napoletani che non risparmiavano sputi, grida e lanci di qualunque oggetto.

Sul Vico dei Sospiri però ci sono altre ipotesi: è probabile che i sospiri che danno il nome alla strettoia non fossero quelli dei condannati ma quelli degli innamorati che si nascondevano nei vicoli per amoreggiare. L’ipotesi più accreditata sull’origine toponomastica sarebbe proprio quest’ultima in quanto accanto al Vico dei Sospiri c’è il Vico Belledonne.

Il Vicolo dell’Amore: ecco il più romantico tra i vicoli di Napoli

Chiunque, almeno una volta, passeggiando per la bellissima e affollatissima Via Toledo, ha ammirato i colori e la bellezza di Vico Santa Maria delle Grazie. Tutti lo conoscono come il vicolo dell’amore: le corde che vanno da un muro all’altro sono piene di cuori e cartelloni costellati delle frasi più belle delle canzoni di Pino Daniele. Oggi rappresenta uno dei vicoli più social di Napoli: ognuno ha scattato una foto e l’ha postata sui social rendendola uno dei simboli della città.

Sono stati i commercianti del luogo a rendere romantico il Vico Santa Maria delle Grazie: le citazioni di Pino Daniele sono un omaggio non solo al cantautore scomparso nel 2015 ma anche all’intera città che è tanto bella quanto romantica. E immancabilmente non può non esserci un chiaro riferimento alla squadra del Napoli: il cuore rosso più grande e visibile di tutto il vicolo reca la scritta “Un giorno all’improvviso m’innamorai di te”. Quello dei napoletani è un amore sotto ogni punto di vista e si manifesta anche nei vicoli.

Via dei Vergini: il cuore del Rione Sanità

Passeggiando per Via Foria e spingendosi oltre è possibile ammirare i residui delle mura di Napoli: passando attraverso la porta si arriva nel Rione Sanità e in quello che si chiama Borgo dei Vergini. Varie sono le chiese di questo piccolo borgo tra cui quella di Santa Maria dei Vergini e il bellissimo palazzo dello Spagnuolo.

Anche in questo caso il nome è una spia indicativa delle tradizioni antiche e del folklore partenopeo. Il Borgo dei Vergini prende la sua denominazione da una confraternita che nell’antichità abitava in quella zona di Napoli e cioè gli Eunostidi. Gli Eunostidi erano un ordine religioso dedito alla temperanza e alla castità e di conseguenza alla verginità. La leggenda narra di Eunosto, un giovane molto bello e affascinante, che fu sedotto ed aggredito da Onca, figlia di un potente magistrato. Durante l’aggressione il giovane decise di difendersi e di attaccare la ragazza la quale raccontò ai suoi fratelli di essere stata vittima di uno stupro. Allora i fratelli decisero di vendicare la sorella uccidendo Eunosto; ben presto la verità fu scoperta e i due ragazzi furono arrestati e Onca si tolse la vita.

Questi sono solo alcuni dei vicoli più belli e folkloristici di Napoli: adesso sono vuoti e spogli di ogni cosa, ma ben presto torneranno ad essere vivi, popolati e affollati.

Arianna Spezzaferro

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Arianna Spezzaferro, nata a Napoli il 12/04/1993, è laureata in Lettere Moderne e specializzata in Filologia Moderna presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Amante della cultura umanistica, della filologia romanza e della lettura, aspira a diventare un'insegnante di Letteratura italiana, perché crede fermamente di poter trasmettere, in futuro, ai suoi alunni l'interesse vivo per tale disciplina. Attualmente scrive per Libero Pensiero News come coordinatrice della sezione Cultura e delle rubriche ed è docente di lettere nella scuola secondaria di II grado.

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