Call for Papers 2021 di OCSM: al di là dei confini e delle frontiere
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Con il Partenariato di Libero Pensiero, OCSM (l’Osservatorio sulla Cooperazione e la Sicurezza nel Mediterraneo dell’Università degli Studi di Salerno) invita i giovani laureandi, laureati, dottorandi di ricerca in materie giuridiche, storiche, politologiche, sociologiche, linguistiche a partecipare alla Call for Papers 2021. Il tema prescelto sarà quello del confine, di cogente attualità e inteso nella sua accezione più ampia: i partecipanti saranno invitati a ripensare il paradigma della frontiera in una prospettiva interculturale.

I temi: al di là dei confini

Il confine, da sempre, ha alimentato i più accesi dibattiti nel campo della geografia, della geopolitica, così come nelle relazioni internazionali, in sociologia, nel campo della politica e del diritto. Si è sempre pensato al confine come ad una interruzione di continuità tra delle unità in relazione reciproca. Osservandolo in conseguenza del rapporto di potenziale “attrito” con ciò che sta “al di là”, esso tende ad assumere configurazioni spazialmente instabili, dando origine al concetto di frontiera. Nel corso degli anni, si è passati da uno studio sul confine che lo concepiva solo come una linea tracciata su una mappa, ad uno in cui questo viene concepito sempre di più come uno “spazio franco” dove convergere; un luogo in cui l’apertura, il confronto e il dialogo con l’altro lo rendono un punto di incontro dinamico; un luogo nuovo, quindi, in cui poter studiare, apprezzare e governare la grande risorsa dell’incontro tra culture diverse e così avviare processi di comprensione e ascolto reciproco. Allo stesso modo, anche la frontiera cessa di essere considerata quale mera striscia di territorio che si trova nelle vicinanze del confine tra due stati, e che rappresenta il luogo di espatrio/rimpatrio, per divenire luogo dove forze opposte si interconnettono, si confrontano: un vero e proprio spazio delle interferenze. È vero che la natura intrinseca del confine è eminentemente conflittuale e biunivoca: genera cioè divisione, ma permette anche di riconoscere e riconoscersi.

Il “Limes” (già nella sua eloquente doppia accezione latina di “strada/via” e “confine/barriera”) non è mai stato tanto labile e insieme tanto percepito come nell’età della globalizzazione, nella quale la dislocazione dei mercati interconnessi convive con la serrata delle appartenenze identitarie. Il fenomeno della globalizzazione e la formazione di uno spazio giuridico oltre i confini dello Stato, se da una parte hanno prodotto il proliferare di organizzazioni e regole sovranazionali, dall’altra hanno contribuito a far riemergere conflitti interni agli stessi ambiti nazionali. Dentro i confini nazionali, infatti, le istanze nazionaliste e separatiste, portate avanti da movimenti, comunità o territori, sono sempre più intense. Vi sono rivendicazioni da parte degli Stati della propria sovranità nei confronti di organismi internazionali e sovranazionali, ma anche richieste autonomistiche di regioni e comunità locali contro il governo centrale. I conflitti tra i diversi livelli di governo, perciò, si moltiplicano e si presentano secondo modalità differenti, più o meno formalizzate. Tutto ciò, peraltro, non nasce necessariamente e sempre da un contrasto che oppone la dimensione nazionale a quella sovranazionale, ma trova spesso origine in una dialettica interna alle comunità nazionali, che si riflette poi oltre le frontiere statali.

Call for Papers OCSM
Un’ispirazione dalla fotografia per la Call for Papers di OCSM, la frontiera tra Messico e Stati Uniti. Fonte: Max Böhme – Unsplash via nev.it

Le frontiere acquisiscono una rinnovata importanza e tendono oggi a rafforzarsi dinanzi ai fenomeni percepiti come disgreganti: per esempio le migrazioni. Ne sono dimostrazione il muro al confine tra USA e Messico oppure le recinzioni costruite in Europa e in altre parti del mondo. Tutto questo al fine di fermare gli attraversamenti irregolari dei migranti. Le immagini e le notizie che riportano quotidianamente i media nazionali ed europei per descrivere il dramma umanitario che si sta compiendo nel Mediterraneo e alle frontiere esterne dell’Unione europea sono sotto gli occhi di tutti. La frontiera inizia a rappresentare il luogo paradigmatico di “scontro” tra due esigenze, talvolta contrapposte: da un lato, l’interesse alla sicurezza e al controllo dei confini, espressione classica della sovranità dello Stato; d’altro lato, l’interesse di chi quella frontiera vuole superare per le più svariate ragioni, che generalmente attengono alla ricerca di una vita migliore. Dinanzi a queste frontiere che si rinnovano – a dispetto della non ancora pienamente metabolizzata lezione da parte della storia – tocca interrogarsi nuovamente sul rapporto fra sovranità statale e libertà individuali e questioni pratiche legate alla declinazione della cittadinanza all’interno degli spazi nazionali, a cui si aggiunge l’emergenza della pandemia.

Confini e frontiere, oggi, si confrontano anche col tema delle nuove tecnologie. La costruzione di muri, nell’epoca di Internet, solleva problemi di natura giuridica legati alla messa in sicurezza degli spazi della soggettività. Nel mondo della rete, viviamo una duplice esistenza, fisica e digitale. La rete è spesso descritta come un nuovo grande spazio di libertà, in cui poniamo in essere relazioni sociali ed economiche e sviluppiamo la nostra personalità. Al tempo stesso, però, internet non è avulso da minacce per i diritti degli individui e delle formazioni sociali. Occorre interrogarsi su quanta libertà siamo disposti a perdere, o limitare, a vantaggio di opportunità immediate legate al consumo di beni materiali, ma pure in relazioni ai vantaggi che le nuove tecnologie promettono di assicurare sul fronte delle nuove opportunità
in campo sociale, culturale, medico. Da tutto ciò emerge la necessità di interrogare più ambiti disciplinari se vogliamo comprendere le ragioni del nuovo modo di esplicarsi del “confine”. Se vogliamo oltrepassare il confine verso nuovi spazi di interazione senza restare rinchiusi nella retorica della sovranità nazionale e se vogliamo elaborare una cittadinanza cosmopolita capace di non far sentire nessuno escluso per motivi collegati al colore della pelle, all’identità culturale, o al credo religioso, bisogna impostare piste ermeneutiche sperimentali, restando ancorati alla tradizione occidentale, ma con spirito critico.

I principali nuclei tematici o ambiti applicativi della Call for Papers di OCSM sono dunque sintetizzabili come segue:

  • Il confine nello spazio geopolitico mediterraneo
  • Processi sociali e culturali lungo la linea inclusione/esclusione
  • Come “uscire” dalla crisi del confine nazionale
  • Il confine attraverso la lente di ingrandimento del diritto
  • I diritti fondamentali nello spazio angusto della frontiera
  • Il ruolo degli stati nazionali di fronte all’emergenza migratoria:
    sicurezza/libertà
  • Nuove modalità di esercizio dei controlli alle frontiere
  • Libertà di circolazione e soggiorno dentro lo Stato e negli spazi
    politici sovrastatali
  • Confini e nuove tecnologie
  • Cittadinanza mediterranea e ruolo delle religioni

Come partecipare alla Call for Papers di OCSM

La Call for papers 2021 di OCSM è rivolta a tutti i giovani laureandi, laureati, dottorandi di ricerca in materie giuridiche, storiche, politologiche, sociologiche, linguistiche. Gli interessati dovranno individuare un’area di lavoro e inviare entro il 15 aprile 2021, un abstract con le seguenti informazioni:
– Titolo del paper
– 1000 battute (spazi inclusi) di informazioni sul contenuto del lavoro
– breve profilo bibliografico (max 10 righe)


Il Comitato Scientifico vaglierà l’effettiva pertinenza delle proposte rispetto all’argomento della Call for Papers. I papers dovranno essere calibrati su un argomento specifico. Saranno comunque apprezzati quelli aventi un taglio interdisciplinare. Il Comitato, una volta valutate le migliori proposte, darà una risposta entro il 30 aprile 2021. Gli autori selezionati saranno chiamati ad inviare il loro lavoro entro e non oltre il 30 giugno 2021. I candidati vincitori esporranno il loro lavoro in un seminario telematico insieme ad altri ospiti specialisti. È prevista una pubblicazione in formato cartaceo, aperta ad altri contributi selezionati su invito del comitato scientifico e sottoposti a revisione. I papers selezionati non dovranno eccedere le 40.000 battute. I criteri redazionali saranno comunicati per posta elettronica ai soli vincitori ammessi alla pubblicazione. Per maggiori dettagli sui requisiti di partecipazione al presente invito pubblico è possibile contattare la segreteria organizzativa dell’OCSM al seguente indirizzo mail: osservatorioocsm@gmail.com.

Ad ogni partecipante della Call for Papers 2021 di OCSM, buon lavoro!

La Redazione

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