Credit: Il Messaggero

Dopo lo sconvolgente incendio nella secolare Notre-Dame, anche la cattedrale di Nantes è stata danneggiata gravemente da uno dei più grandi nemici dell’arte: il fuoco. Era la sera di lunedì 15 aprile 2019, quando tg e social si sono fermati e concentrati all’unisono sullo sciagurato incendio dell’iconica cattedrale di Notre-Dame, che è stato spento solo il giorno successivo lasciando ingenti danni alla cattedrale. Tornano ancora oggi alla mente le immagini dell’enorme nube nera che avvolse Notre-Dame e danneggiò gran parte della cattedrale tra cui il simbolo: la guglia.

Da Notre-Dame a Nantes, quando l’arte va in fiamme
Credit: fanpage

Ad oggi i lavori sono ancora molto indietro sia per l’emergenza da Coronavirus che ha costretto il blocco del cantiere, sia per delle disposizioni della scorsa estate atte a verificare la contaminazione da piombo nel sito. Notre-Dame, simbolo di Parigi e patrimonio UNESCO dal 1991, è ancora oggi irriconoscibile e i lavori per restituircela sono ancora lunghi.

Proprio a tre mesi dall’anniversario del disastro della cattedrale di Notre-Dame, un nuovo incendio ha devastato Nantes. Lo scorso 18 luglio infatti, le fiamme hanno colpito la cattedrale gotica di Nantes causando importanti danni ma comunque – e fortunatamente – non ai livelli di Notre-Dame come rassicura Laurent Ferlay , capo del dipartimento locale dei vigili del fuoco.

Secondo le prime ricostruzioni l’incendio, forse di natura dolosa, si sarebbe sviluppato da tre punti diversi della cattedrale: «uno vicino all’organo più grande, che è stato distrutto dalle fiamme, un altro vicino a un organo più piccolo, che si trova a sinistra dell’altare, e un terzo a destra dell’altare stesso», riporta Il Post.

Il giorno successivo, 19 luglio, un uomo di 39 anni volontario nella cattedrale, è stato interrogato dalla polizia e inizialmente rilasciato dopo l’interrogatorio senza nessuna accusa nei suoi confronti. Le indagini sono proseguite ed hanno accertato che si sia trattato di un incendio doloso poiché sono stati trovati gli inneschi, per questo il Pm Pierre Sennès ha aperto un’inchiesta. Il colpo di scena si è avuto nella giornata di domenica 26 luglio, quando il trentanovenne ha confessato la sua colpevolezza per l’incendio, riferendo di aver acceso i tre fuochi: uno al quadro elettrico e due agli organi della cattedrale, come riporta Rai News.

Non sono certo le cattedrali di Notre-Dame prima e Nantes poi, ad aver inaugurato la triste stagione degli incendi che hanno distrutto l’arte. Nell’ultimo secolo infatti, le fiamme hanno distrutto molte sedi della cultura provocando anche morti e feriti. Si pensi all’incendio che distrusse, nel 1734, il Real Alcázar di Madrid, costruito come fortezza musulmana nel IX secolo e divenuto sede della famiglia reale nel XVI secolo quando la capitale dell’impero spagnolo fu trasferita a Madrid; all’incendio della Flakturm Friedrichshain nel maggio 1945, definito proprio «il più grande disastro artistico della storia moderna, dopo la distruzione del Real Alcázar di Madrid». Inestimabili opere d’arte, tra cui dipinti di Caravaggio e Rubens furono distrutti.

Del 1982 è invece l’incecndio di Palazzo della Vignola, a Todi, in cui persero la vita 35 persone e 40 furono ferite. Le cause non sono mai state effettivamente chiarite, ma nell’ultimo giorno di apertura di una mostra d’antiquariato il fuoco si propagò velocemente, ed essendo il Palazzo privo di idonee uscite di emergenza ci furono morti e feriti.

Altro disastro, nel nostro Paese, è l’incendio del Teatro veneziano la Fenice, nel1996. Nella notte del 29 gennaio infatti, le fiamme dolose divamparono all’interno del Teatro, distruggendolo. L’inaugurazione della nuova struttura è datata 14 dicembre 2003.

Altro episodio vede protagonista la Biblioteca Accademica delle Scienze di Mosca, un importante pezzo di patrimonio culturale russo che nel 2015 è andato distrutto a causa di un incendio, che ha divorato anche gran parte dei preziosi materiali ivi custoditi.

Nantes e Notre-Dame sono solo, e purtroppo, i più recenti e dolorosi episodi figli dei nostri tempi, ma non certo i primi.

Il fuoco infatti è sempre stato un grande nemico dell’arte e della cultura in generale: si pensi alla pratica della bibliolita o più comunemente nota con il nome di “rogo di libri”, in cui si distruggevano libri e opere d’arte, su commissione di esponenti politici o religiosi, spesso per fanatismo ideologico. Tristemente celebri sono i roghi di libri organizzati da Hitler durante la dittatura in cui vennero bruciati tutti quelli non conformi con l’ideologia nazista.

Da Notre-Dame a Nantes, quando l’arte va in fiamme
Credit: Biblioteca del tempo

E se come dice Heinrich Heine «Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini», dobbiamo oggi più che mai proteggere il nostro patrimonio artistico, sia dagli incendi dolosi o accidentali che da qualsiasi tipo di deturpazione e deterioramento.

Gli incendi di Nantes e soprattutto Notre-Dame potevano forse essere evitati, la cosa certa è che per le nostre cattedrali, per i nostri dipinti e per la nostra bellissima cultura serve più manutenzione e vigilanza, per poter così scongiurare eventi catastrofici come quelli recentemente avvenuti.

Sicurezza e tutela del patrimonio artistico culturale sono fondamentali, e se anche Nantes e Notre-Dame ci sembrano lontani, proprio l’Italia non ha una chiara visione condivisa sulla prevenzione e sui protocolli anti incendio negli edifici storici. nonostante i problemi legati all’eterogeneità edilizia, modalità di costruzione, epoche e vincoli di conservazione, come spesso accade, il nostro Paese è molto arretrato nel panorama internazionale.

Da Notre-Dame a Nantes, quando l’arte va in fiamme
Credit: Affari Italiani

Per questo, se è vero che l’arte ha salvato e può salvare l’umanità adesso tocca a noi salvare Lei, perché la sua vulnerabilità è troppo elevata.

Martina Guadalti

Martina Guadalti
Martina Guadalti, 25 anni, nata e cresciuta in un piccolo paesino della Maremma toscana: Magliano. Studentessa magistrale di Scienze Politiche presso l'università di Siena. Appassionata di storia e relazioni internazionali, si è laureata a Firenze presso la facoltà di scienze politiche "Cesare Alfieri" con una tesi sul Vietnam. Ama leggere e scrivere, viaggiare e conoscere, perché solo così si riesce a capire e sapere la verità. Collabora già con alcuni giornali locali, quali Maremma Magazine e Antiche Dogane, ma anche testate online quali Africa rivista, Geopolitica e Instoria.

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