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EROSive, il controfestival della bellezza che boicotta gli stereotipi

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Erosive
Fonte immagine: www.heraldo.it

EROSive – La differenza è erotica: questo il titolo che le esponenti del movimento femminista Non Una Di Meno hanno scelto per la manifestazione che lo scorso 18 settembre ha avuto luogo a Verona. In una piazza Bra gremita di gente scrittrici, filosofe, intellettuali e attrici hanno messo in scena il controfestival della bellezza, organizzato in risposta a quello ufficiale, che si è tenuto tra le mura dell’Arena con una line-up quasi esclusivamente maschile.

«Tutti uomini a disquisire di bellezza», dice la scrittrice Giulia Blasi che, con il suo intervento, apre EROSive: «Le donne non ne parlano. Le donne sono la bellezza. Sono l’oggetto, l’argomento, la cosa. Se poi la bellezza si presenta in congiunzione con l’eros, vade retro femmina: una donna non parla di erotismo, una donna è l’erotismo». Certo, questo non è universalmente valido. Come spiega Blasi nel suo monologo sulla bruttezza, infatti, esistono anche donne che belle non sono. Che sia positivo o negativo, e da questo – sia chiaro – non si sfugge, una cosa è certa: il giudizio proviene sempre da un uomo. Perché sono stati proprio loro, i maschi, ad essersi arbitrariamente attribuiti il ruolo di giudici supremi. Presunti titolari dell’unico sguardo che conta e dell’unico verbo che vale, si sentono legittimati a esprimere giudizi non richiesti, in grado di ridurre la donna al proprio corpo. Non a caso, giudicare – o meglio attaccare – una donna sulla base delle sue fattezze fisiche è una storia vecchia quanto il mondo. Quando una donna decide di prendere possesso di uno spazio e di rivendicare, con esso, il suo diritto alla parola, prima ancora che le idee si criticherà il suo corpo. E per chi non ha avuto la fortuna di nascere con un bel corpo, prendere parola e occupare uno spazio diventa notevolmente più difficile.

«Occupare spazio in pubblico da brutte, sentendosi brutte, sapendosi brutte e fottendosene altamente, quello è l’obiettivo. In un mondo che ci chiede di farci piccole, di non disturbare, allargarsi e dilagare, tracimare e prendere spazio, alzare la voce, fare rumore. “Brutta”, e quindi? Oggi sono brutta, domani sono bella, non ha importanza. Quello che importa è che sono qui, esisto, e non ho nessuna intenzione di sparire». Così si conclude l’intervento di Giulia Blasi a EROSive. Ma perché esistono questi meccanismi di oppressione sociale? Cosa ha determinato l’esclusione dei corpi e quella dei generi? A fornire una risposta a tali quesiti hanno provato Maura Gancitano, filosofa, scrittrice e fondatrice del progetto Tlon; Federica Cacciola, attrice, autrice e conduttrice; Vera Gheno, autrice. Per chi volesse ascoltare i loro interventi, su Repubblica è possibile visionare lo streaming integrale dell’evento.

Fonte immagine: www.heraldo.it

Il tempo a disposizione di ciascuna relatrice è stato davvero troppo esiguo: occorrerebbero numerosi altri palcoscenici come quello di EROSive per spiegare come una cultura millenaria, fatta di sopraffazione, prevaricazione ed esclusione sia riuscita a produrre una sistemica disuguaglianza di genere. Una disuguaglianza che ancora oggi non accenna a diminuire e che, anzi, è riuscita a trovare nuovi modi di estrinsecarsi. Certamente l’esclusione delle donne dai pubblici dibattiti non può considerarsi un elemento di novità. Quello della Bellezza organizzato a Verona, infatti, non è stato il primo festival – né presumibilmente sarà l’ultimo – a conduzione prevalentemente maschile. Ma forse è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Forse, e questa dovrebbe essere la speranza di tutte e tutti, da questo momento in poi si moltiplicheranno i tentativi di boicottare un sistema escludente, discriminatorio, patriarcale. Un sistema che si tinge di rosa (perché, si sa, il rosa è femmina) per implementare l’eguaglianza formale, ma che nulla fa per combattere la disuguaglianza sostanziale.

Da qui la necessità di organizzare EROSive, che è molto più di un semplice controfestival. Come spiegano le sue organizzatrici, infatti, la manifestazione nasce «da desideri, da sguardi e voci differenti. Non un evento culturale, ma di cultura, che racconterà l’eros partendo da sé attraverso letteratura, filosofia e linguistica. Una cultura erosiva di stereotipi, muri, discriminazioni e declamazioni. E generativa, capace di mettere al mondo nuovi mondi». A concludere la serata un dialogo tra Eros e Thanatos interpretati da due donne pericolosamente “erosive”: Michela Murgia e Chiara Valerio. Con la stessa forza della goccia che giorno dopo giorno riesce a deteriorare la roccia, queste ed altre esponenti del panorama culturale italiano tentano di ledere le fondamenta di un sistema che sottrae alla donna i suoi spazi, i suoi diritti e la facoltà stessa di poterli rivendicare.

Virgilia De Cicco

Virgilia De Cicco
Ecofemminista. Autocritica, tanto. Autoironica, di più. Mi piace leggere, ma non ho un genere preferito. Spazio dall'etichetta dello Svelto a Murakami, passando per S.J. Gould. Mi sto appassionando all'ecologia politica e, a quanto pare, alla scrittura. Non ho un buon senso dell'orientamento, ma mi piace pensare che "se impari la strada a memoria di certo non trovi granché. Se invece smarrisci la rotta il mondo è lì tutto per te".

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