Cambio di rotta o cambio di immagine? La nuova Ungheria di Magyar
Le elezioni in Ungheria hanno visto vincere Magyar: è finito il tempo di Orban.
Ma è davvero un fatto positivo?
Magyar è legato allo storico politico ungherese. Ciò che li differenzia è una maggiore apertura libertaria ed europeista di Magyar.
Lo stretto di Hormuz è una bomba a orologeria innanzitutto per gli iraniani
La crisi dello Stretto di Hormuz, nodo logistico fondamentale per l'economia mondiale e teatro principale della guerra tra USA e Israele e Iran, sta decidendo le sorti delle economie di diversi paesi, ma chi corre i rischi maggiori sembrerebbe essere proprio il popolo iraniano.
L’Italia è sempre dalla parte sbagliata della storia
La proposta di sospendere l’Accordo di Associazione UE-Israele è naufragata; si sarebbe trattato di un atto che, certamente, non avrebbe fermato il genocidio del popolo palestinese, ma avrebbe senza ombra di dubbio segnato simbolicamente una presa di posizione. E invece, la contrarietà di una compagine di nazioni, capeggiata dall’Italia, ha sancito il mancato raggiungimento dell'unanimità necessaria e la chiusura a ogni velleità di pressione concreta verso Tel Aviv.
La delusione dei MAGA e il XXV emendamento: l’extrema ratio contro Donald Trump
I deliri di Trump stanno scuotendo le coscienze anche della parte più granitica del movimento MAGA, al punto che, in questo momento, sembra essere messa in discussione la capacità di intendere e di volere del Presidente. Proprio per questo motivo, più di qualcuno sta ventilando l'ipotesi di applicare il XXV emendamento della Costituzione americana: in cosa consiste e, soprattutto, è effettivamente applicabile?
In Israele ogni palestinese rischia la pena di morte, tra fascismo sionista e ipocrisia...
Israele approva la pena di morte per "terrorismo palestinese": un'arma giuridica che trasforma la resistenza in reato capitale.
Viktor Orbán e gli scontri con l’Unione Europea
Nel cuore dell’#UnioneEuropea, l’#Ungheria di Viktor Orbán è diventata il simbolo di una trasformazione politica definita dallo stesso premier come “democrazia illiberale”. Dal ritorno al potere nel 2010, riforme costituzionali, nuove regole elettorali e poteri straordinari concessi durante la pandemia hanno acceso un lungo braccio di ferro con Bruxelles sul rispetto dello Stato di diritto. Il caso ungherese si è quindi trasformato in un banco di prova per la tenuta dei valori fondanti europei.
Khamenei è morto: che succede ora?
La Guida Suprema è morta dopo l'attacco di USA e Israele. Scuse geopolitiche, vittime civili e il rischio di un'escalation fuori controllo.
Iran dopo Khamenei: successione e nuovi equilibri in Medio Oriente
La morte di Ali Khamenei segna uno spartiacque nella storia della Repubblica Islamica, ma non implica automaticamente la fine del sistema che ha guidato per oltre trentacinque anni. La Guida Suprema non era soltanto un leader, ma il perno di un’architettura costruita per garantire continuità, anche nelle fasi di crisi più profonde.
La sua eliminazione apre una fase di transizione delicata, dopo mesi segnati da proteste represse nel sangue e da una crescente pressione militare esterna. Il vero interrogativo non è se l’Iran sopravviverà a Khamenei, ma quale direzione prenderà il potere dopo di lui.
Fukuyama, geopolitica e la storia che non è mai finita
La “fine della storia” di Fukuyama alla prova della geopolitica: Russia, Cina e Sud globale dimostrano che la competizione internazionale non è mai finita.
Groenlandia: prove di crisi tra Unione Europea e Stati Uniti d’America
Trump torna a parlare di Groenlandia e l’Unione Europea, finalmente, sembra cogliere la portata del rischio: Artico, risorse, e nuove rotte non sono più un tema lontano, ma una partita geopolitica immediata.



























































