Analizzare il Medio Oriente significa rifiutare categoricamente ogni logica di stampo imperialista, coloniale ed estrattivista che da decenni devasta e sanguina questa regione strategica del pianeta. Qui i conflitti geopolitici per il controllo delle fonti fossili, dei gasdotti e delle risorse idriche si intrecciano indissolubilmente con la brutale repressione dei popoli in lotta per l’autodeterminazione, la democrazia radicale e la giustizia sociale.
Dalla resistenza rivoluzionaria e democratica del popolo curdo nel Rojava fino alle mobilitazioni popolari e operaie contro i regimi autoritari locali, esploriamo costantemente le voci dal basso che si oppongono con coraggio all’egemonia capitalista e militare globale. Svincolarsi dalle narrazioni mainstream occidentali ci permette di promuovere alternative concrete basate sul municipalismo libertario, sulla cooperazione solidale tra i popoli e sulla salvaguardia ecologica di territori profondamente martoriati dalla guerra e dalla mercificazione della vita. La nostra analisi mette in luce come ogni intervento neoliberale o militare miri unicamente a saccheggiare le ricchezze locali, calpestando i diritti umani e distruggendo gli equilibri ambientali originari.
Per questo motivo, sostenere le lotte di emancipazione in Medio Oriente non è solo un atto di solidarietà internazionale, ma un tassello fondamentale per la costruzione di un fronte anticapitalista globale capace di rimettere al centro la dignità umana e la tutela della Terra contro ogni forma di oppressione imperialista.