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Medio Oriente

Analizzare il Medio Oriente significa rifiutare categoricamente ogni logica di stampo imperialista, coloniale ed estrattivista che da decenni devasta e sanguina questa regione strategica del pianeta. Qui i conflitti geopolitici per il controllo delle fonti fossili, dei gasdotti e delle risorse idriche si intrecciano indissolubilmente con la brutale repressione dei popoli in lotta per l’autodeterminazione, la democrazia radicale e la giustizia sociale.

Dalla resistenza rivoluzionaria e democratica del popolo curdo nel Rojava fino alle mobilitazioni popolari e operaie contro i regimi autoritari locali, esploriamo costantemente le voci dal basso che si oppongono con coraggio all’egemonia capitalista e militare globale. Svincolarsi dalle narrazioni mainstream occidentali ci permette di promuovere alternative concrete basate sul municipalismo libertario, sulla cooperazione solidale tra i popoli e sulla salvaguardia ecologica di territori profondamente martoriati dalla guerra e dalla mercificazione della vita. La nostra analisi mette in luce come ogni intervento neoliberale o militare miri unicamente a saccheggiare le ricchezze locali, calpestando i diritti umani e distruggendo gli equilibri ambientali originari.

Per questo motivo, sostenere le lotte di emancipazione in Medio Oriente non è solo un atto di solidarietà internazionale, ma un tassello fondamentale per la costruzione di un fronte anticapitalista globale capace di rimettere al centro la dignità umana e la tutela della Terra contro ogni forma di oppressione imperialista.

Iran dopo Khamenei: successione e nuovi equilibri in Medio Oriente

Iran dopo Khamenei: successione e nuovi equilibri in Medio Oriente

La morte di Ali Khamenei segna uno spartiacque nella storia della Repubblica Islamica, ma non implica automaticamente la fine del sistema che ha guidato per oltre trentacinque anni. La Guida Suprema non era soltanto un leader, ma il perno di un’architettura costruita per garantire continuità, anche nelle fasi di crisi più profonde. La sua eliminazione apre una fase di transizione delicata, dopo mesi segnati da proteste represse nel sangue e da una crescente pressione militare esterna. Il vero interrogativo non è se l’Iran sopravviverà a Khamenei, ma quale direzione prenderà il potere dopo di lui.
Lo Scià e l'Ayatollah dell'Iran

L’Iran tra Ayatollah, Scià e il fardello dell’uomo bianco

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Lo Scià Mohammad Reza Pahlavi e l’Ayatollah Ruhollah Khomeini incarnano due progetti di Iran solo apparentemente opposti: da un lato l’#Occidentalizzazione autoritaria, dall’altro la #RivoluzioneIslamica che prometteva liberazione e produsse un nuovo sistema di controllo. Tra #modernità imposta e #tradizione sacralizzata, la storia iraniana del Novecento mostra come il confine tra emancipazione e oppressione sia spesso più sottile di quanto sembri.
Iran: proteste, guerra asimmetrica e il punto di rottura del regime

Iran: proteste, guerra asimmetrica e il punto di rottura del regime

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Le proteste in Iran segnalano una crisi di regime avanzata: economia al collasso, legittimità esaurita e mobilitazione sociale diffusa. Il nodo decisivo resta la lealtà delle forze di sicurezza. Senza defezioni interne, il sistema regge solo con la repressione; con esse, il collasso diventa probabile.
risoluzione 2803

Cessate il fuoco e risoluzione 2803: la pace a Gaza è un miraggio

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Il Consiglio di Sicurezza ONU ha approvato il "Piano Trump": la Risoluzione 2803. Ma la situazione a Gaza non cambia: il cessate il fuoco è solo sulla carta.
Conflitto Houthi Israele

Il conflitto Houthi-Israele, la miccia che può far esplodere il Medio Oriente

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Il conflitto Houthi-Israele comporta ormai da anni gravi conseguenze umanitarie in Yemen, un territorio di storica importanza strategica ma afflitto da divisioni settarie e povertà. Il ruolo delle grandi potenze, che si limitano a coltivare i propri interessi senza intervenire per porre riparo ai danni che derivano dal loro operato, condizioneranno il destino del Paese ancora a lungo.
Israele sapeva dell'attacco di Hamas un anno prima del 7 ottobre?

Israele sapeva dell’attacco di Hamas un anno prima del 7 ottobre?

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Il New York Times rivela che Israele conosceva i piani di Hamas un anno prima del 7 ottobre 2023. Infatti, il documento "Mura di Gerico" descriveva l’attacco nei minimi dettagli, ma fu ignorato. Altre analisi e testimonianze accreditano un'ipotesi che se confermata avrebbe conseguenze clamorose in Israele e nel mondo.
Gaza: tregua apparente e il rischio di colonizzazione mascherata

Gaza: tregua apparente e il rischio di colonizzazione mascherata

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A Gaza una tregua apparente. Il piano di Trump firmato a Sharm el Sheikh nasconde il rischio di una nuova forma di colonizzazione mascherata da pace e mediazione diplomatica.
Gruppo di persone che guarda nuvole di fumo da lontano

Striscia di Gaza invasa dall’“esercito dei selfie” di Israele

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Dieci influencer filo-israeliani sono entrati a #Gaza con l'aiuto del governo israeliano per smentire l'ONU sulla notizia della carestia nella Striscia, diffusa dalla Integrated Food Security Phase Classification.
genocidio Gaza

Perché il genocidio di Gaza persiste ancora oggi?

Il termine genocidio non è una posizione politica, né da sostenere né da contestare: è una definizione giuridica precisa, e va distinta dai crimini di guerra. A Gaza non ci sono crimini di guerra, perché semplicemente una guerra non c'è.
Il fuoco sotto la sabbia: Israele, Iran e l’ombra americana

Il fuoco sotto la sabbia: Israele, Iran e l’ombra americana

L’escalation tra Israele e Iran, con l’intervento degli Stati Uniti, segna una nuova fase nella lunga crisi mediorientale. Più che una soluzione, sembra l’inizio di una nuova era di instabilità, in cui ogni attore gioca partite diverse con obiettivi solo parzialmente convergenti. Gli americani vogliono deterrenza, gli israeliani neutralizzazione, gli iraniani sopravvivenza e legittimazione.